Ho chiuso la prima revisione di 7 giorni circa tre mesi fa, ma è un libro che mi porto dietro da quando avevo 25 anni.

Ho scritto le prima battute di 7 giorni mentre albeggiava dopo una nottata passata a vagare per locali Milanesi. All’inizio il libro non aveva praticamente nessuna fabula: era solo una sequenza slegata di eventi che capitavano a due amici alle prese con una vita che non sopportavano e da cui cercavano di fuggire abbandonandosi a nottate esagerate. Originale, vero?

In qualche settimana, scrissi quasi la metà del testo attuale di 7 giorni, ma i capitoli erano tutti slegati tra di loro, e il libro aveva ben poco senso. L’unica qualità che mi trattenne dall’eliminare quel file era la scorrevolezza del testo: quasi centoventi mila battute che scorrevano giù come se uno stesse bevendo un mojito ghiacciato in spiaggia d’Agosto.

front-cover

Nella prima fase, il libro aveva solo i capitoli diciamo “notturni” della versione attuale, e rimase nel cassetto dimenticato mentre la vita mi portava a fare altro.

Circa quattro anni fa, una (s)fortunata esperienza lavorativa vissuta come account commerciale presso un’azienda mi fornì l’ispirazione e, soprattutto, il vissuto per buttare giù quelli che posso definire come i capitoli “diurni” del libro.

Ma quello che finalmente mi permise di intrecciare tutto insieme, dando al libro la sua forma attuale, fu l’incontro con quello che nel libro è il personaggio di L.: la richiesta che mi fece la buyer di un importante gruppo commerciale di una “mazzetta” per far passare una grossa vendita fu il “la” che mi diede l’idea per risolvere tutte le tensioni lasciate in sospeso durante le multiple stesure del libro.

Durante le molteplici revisioni, la figura di uno dei due protagonisti ha subito un cambiamento radicale. Mentre all’inizio il personaggio di P. era una specie di mio alter ego, si è poi evoluto maturando tratti caratteriali propri, fino a esprimere, nella sua versione finale, una personalità diversa dalla mia , con valori e idee che non mi appartengono. Questo è un aspetto che, dal punto di vista letterario, adoro del personaggio di P.: avergli dato una vita indipendente da me, che ne sono stato il creatore, a tal punto da lasciargli anche la libertà di denigrare valori con cui simpatizzo (come nella scena in cui insulta i Vegan).

7 giorni nella sua stesura finale è un libro che trasuda cattiveria, anche se inizialmente era nato come una Romantica celebrazione dell’amicizia. Purtroppo, tra la scrittura della prima frase e l’ultima, la vita ci ha infilato dentro troppe esperienze che hanno caricato di disillusione l’intento iniziale.

Tuttavia è decisa la mia intenzione a non essere l’ennesimo cattivo maestro ma ad offrire al lettore uno spiraglio di luce in fondo al tunnel: lascio la sorpresa della scoperta di questo messaggio di speranza a chi avrà voglia di leggere il libro fino in fondo.

(c)2016 Cerini Pablo

 

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3 thoughts on “7 giorni – backstage

  1. ho letto d riletto il libro.l autore ha quel sensore che permette di capire in profondità ks realtà che ti circonda.a me questo è piaciuto perché mi ha svelato un modo di vivere che nn mi appartiene

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