Ho iniziato a pregare il rosario in un periodo di devastazione, in cui avevo perso ogni capacità di discernimento e avevo bisogno disperatamente di qualcosa cui aggrapparmi. Probabilmente Medjugorje ha nel suo karma l’essere un porto per derelitti: dopo tutto, Gesù stesso ha detto di essere venuto per i malati perché quelli sani non hanno bisogno di  un medico.

Ho continuato a pregare il rosario in modo acritico anche dopo che, ringraziando Dio, la mia vita ha imboccato una strada più felice.

side_hug

Presto però ho iniziato a sentire nella preghiera del rosario qualcosa di distonico. Ci ho messo un po’ di tempo a capire di che cosa si trattasse, anche perché non si parla di un problema di poco conto, ma di un aspetto che rischia di far crollare l’intera impalcatura spirituale della preghiera del rosario.

Ho iniziato ad essere infastidito dal fatto di non pregare Dio direttamente, ma una figura presentatami tradizionalmente come mediatrice. Questo aspetto iniziò a diventare bruciante non da un punto di vista di riflessione teologica ma proprio di emotività nel corso dell’esercizio di raccoglimento: perché non potevo pregare direttamente il creatore ma dovevo incensare una sua creatura?

Il dubbio mi condusse inizialmente a uno studio della storia della preghiera del rosario, che non portò a nessuna conclusione certa ma solo a un insieme di supposizioni discordanti.

san-domenico-di-guzman_e_1863292

Da questo studio, mi rimase però impressa la rivelazione che il rosario era una preghiera apparsa in età tarda in seno al Cristianesimo, essendo assente nei primi secoli della storia di questa religione.

Approfondii allora la storia della protagonista della preghiera in questione, ma la ricerca in questo senso fu incredibilmente di esiti peggiori, soprattutto per la scarsa qualità dei saggi sull’argomento: con buona pace anche di autori di successo commerciale del calibro di un Corrado Augias, la ricerca finì ritrovandomi in mano un triste pugno di mosche.

La figura di Maria da un punto di vista storico rimane avvolta nel mistero assoluto, e si possono solo azzardare ipotesi che, per quanto verosimilmente collegabili a considerazioni archeologiche o filologiche, rimangono chiacchiere da bar.

Non trovando saldi punti di appoggio in seno alla nostra tradizione mi rivolsi ai vicini di casa per vedere se potevano darmi qualche aiuto: nel Corano ci sono versetti che parlano di Maria, e anche in modo molto gentile, al contrario di quanto il Cattolico medio potrebbe aspettarsi.

f1_0_la-vergine-maria-nelle-pagine-del-corano-rar

Tuttavia, per quanto affascinante da un punto di vista culturale, l’interpretazione che l’Islam da’ del personaggio di Maria non poteva soddisfarmi, perché, anche se Maria nel Corano viene vista positivamente come un grande profeta, l’abitudine Cattolica di pregare direttamente rivolti a Maria viene giudicata negativamente come idolatria.

Non che da un punto di vista razionale le argomentazioni dell’Islam difettino di qualcosa, anzi hanno ragione da vendere, tanto che le ho sentite riprese anche da esponenti di correnti interne del Cristianesimo, soprattutto Evangelisti.

Tuttavia, a causa del legame emotivo che provo per la figura di Maria e il turbamento causato dal fenomeno Lourdes, non riuscivo a immaginarmi di iniziare di punto in bianco a pregare un rosario fatto di centocinquanta Padrenostro.

Avevo bisogno perciò di qualcosa che uscisse dall’abitudinaria esegesi razionale e che, abbracciando il detto di San Giovanni della Croce secondo cui “la fede è la notte della ragione”, potesse salvare capra e cavoli, lavando dal rosario l’ignominiosa accusa di idolatria e contemporaneamente donarmi la serenità di stare pregando Dio e non una stele di pietra.

La letteratura cristiana non offre assolutamente nulla del genere, perciò dovetti iniziare ad essere creativo. Tuttavia non è che uno può mettersi da zero a sviluppare un’interpretazione originale di una cosa come il rosario: mi occorreva perciò trovare degli appoggi per dare solidità all’esegesi che andavo segretamente accarezzando.

Dopo estenuanti ricerche, finii per trovare la giustificazione di una preghiera come il rosario nel concetto Ebraico di

shekinah ,

termine tradotto solitamente con il significato di “presenza di Dio”.

wood-landing-stage-sea-flying

Secondo me il senso del Rosario non è rivolgersi a Maria per un do ut des ma utilizzare l’architettura tradizionale di immagini e formule  ripetute per favorire un raccoglimento che porti a un’astrazione dal rumore dei sensi e delle passioni, in modo da generare una concentrazione mentale propedeutica alla discesa della presenza Divina su chi prega.

Mi rendo conto che questa interpretazione è pesantemente influenzata dalla pratica yoga del Mantra, tuttavia ritengo che il “salto nel buio” aggiunto dalla fede Cristiana sia l’impiego di citazioni ed immagini Evangeliche precisamente caratterizzate invece di formule teologiche astratte: secondo me questo consiste in un valore aggiunto dalla profondità esoterica ineguagliata da preghiere di altre religioni simili al rosario per impianto devozionale.

Questo senso esoterico del rosario secondo me fa’ del fatto di appoggiarsi a dei quid creati durante la preghiera un sostegno psicologico all’invocazione della presenza Divina e non un’idolatria.

(c) 2016 Cerini Pablo

patamu_protectedatpatamu_newpalette

 

 

 

Opera protetta dal plagio per mezzo di deposito su Patamu numero 47406.

 

 

Seguimi: square-facebook-128 twitter-128 youtube-square-social-media-128

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...