Aver pubblicato sul mio canale Youtube la recensione dedicata allo stupendo libro “Vivere e abitare Feng Sgui” di Negri e Bailo mi ha offerto lo spunto per scrivere questo approfondimento dedicato all’argomento.

Personalmente ho una conoscenza superficiale del Feng Shui, e non certo perché la materia non mi interessi. Sono un grandissimo appassionato della disciplina, purtroppo non ho abbastanza tempo da dedicare anche a questa arte affascinante e sono obbligato ad accontentarmi alle poche nozioni apprese con la manciata di libri che ho avuto il tempo di digerire.

Feng Shui: perchè è importante

Credo davvero che il modo con cui è arredato l’ambiente in cui viviamo e lavoriamo influenzi il nostro karma. Sto proprio parlando del nostro destino, non solo di uno stato d’animo momentaneo. E’ banale e alla portata di tutti osservare che se passi otto ore al giorno in un ufficio arredato in modo piacevole sei più contento di chi lavora in un ambiente disordinato e poco luminoso. Ma non penso che l’influenza del luogo che ci circonda si limiti a farci tornare a casa con il mal di testa o meno. Credo proprio che trascorrere troppo tempo in un ambiente negativo sedimenti in qualche modo questa negatività nel nostro inconscio, dirigendoci a poco a poco senza che noi se ne sia del tutto consapevoli verso azioni influenzate, quasi macchiate, da questo stato d’animo disarmonico.

Ho visto più di un’azienda danneggiata da questo tipo di malcontento crescente e apparentemente immotivato dei propri dipendenti. Scrivanie disposte in modo da avere sempre qualcuno che ti guarda alle spalle, postazioni di lavoro vicino ai bagni, uffici in cui la gente urla oppure c’è sempre una radio accesa su canali fastidiosi, angoli e spigoli minacciosi, carte e materiali sparsi disordinatamente, uffici in cui la gente entra ed esce interrompendo continuamente la concentrazione … alla lunga tutto questo non provoca solo saltuari mal di testa ma finisce per influenzare anche la nostra personalità: non a caso ormai molti medici parlano proprio di un aspetto psicosomatico di alcune malattie.

Certo, dotare l’ambiente in cui si vive o lavora di un buon Feng Shui non è un’impresa facile. Ne son qualcosa io che, nonostante scriva questo articolo e sia un fan dell’argomento, sono ben lontano dal vivere in una casa con un Feng Shui impeccabile. Questo perché conoscere il Feng Shui richiede davvero molto studio e, oltre alla sfera spirituale, necessita anche di aver sviluppato delle discrete competenze in ambito di arredo e decorazione. Insomma, bisognerebbe essere un po’ yogin, un po’ architetti e un po’ artisti per potersi ritenere dei veri maestri di Feng Shui. E non è una cosa proprio alla portata di tutti. Secondo me, l’importante è almeno impegnarsi a difendersi dal cattivo Feng Shui, come quello sciacquone che sgocciola che se trascurato può intaccare la tua autostima o quella parete che è da imbiancare ormai da troppi mesi e che ogni volta che la vedi entrando in casa ti mette un po’ di depressione. Il cattivo Feng Shui è una terribile insidia alla nostra felicità, proprio perché agisce lentamente sull’inconscio, provocando stati d’animo che a forza della loro frequenza rischiano di modificare la nostra personalità senza che noi ce ne rendiamo conto.

Per cui, visto che generare positività con le tecniche Feng Shui richiede anni di studio o parecchi soldi per pagare uno specialista, secondo me bisognerebbe davvero almeno sforzarsi di evitare la negatività curando l’ordine e una certa serenità di base degli ambienti in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo.

Pablo Cerini

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