Non potrei immaginare il mio primo libro venuto alla luce senza la colonna sonora che mi ha accompagnato quando lo sognavo a occhi aperti e poi mentre lo scrivevo.

Le musiche di 7 giorni sono, salvo rare eccezioni, ancorate negli anni ’90. Ad ascoltarle oggi però penso che stiano invecchiano bene, come l’autore del libro , a Dio piacendo.

Ho pubblicato la playlist delle canzoni legate  a “7 giorni” anche sul mio profilo di Spotify: in fondo si tratta di una vera e propria OST, con precise canzoni che sottolineano alcuni degli attimi più intensi della narrazione. Perciò, accanto a ciascuna canzone ho messo anche la parte del libro in cui consiglio idealmente di ascoltarla come sottofondo.

1 Bawitdaba  – Kid Rock

Giorno 5: Vespri. Esprime la disperazione e la frustrazione del protagonista e contemporaneamente la rabbia che spesso accompagna le nottate in apparenza patinate.

2. Du hast – Rammstein

Giorno 1: Nona

Inno al nichilismo che esprime il vuoto di certe giornate apparentemente caratterizzate da un agenda fitta di appuntamenti lavorativi. Ma quando le relazioni diventano solo apparenza e procedure e non c’è più cuore ma solo target di vendite, questo è quello che rimane del nostro progresso…

3. Sangue impazzito – Timoria

Giorno 7: Compieta

Colonna sonora della scena finale del libro, che porta in superficie l’inquietudine religiosa che brucia sotto i gesti superficiali dei protagonisti.

4. Rag Doll – Aerosmith

Giorno 1: Compieta

Alcune scene notturne del libro sono ambientate in un locale chiamato “Crazy Bull”, ispirato a un discopub realmente esistito ma chiuso anni fa. Non ho mai fatto una serata in quel locale senza che questo storico pezzo non venisse suonato.

Tubthumping – Chumbawamba

Giorno 1: Compieta

Dal periodo d’oro dei primi anni di MTV Italia, la colonna sonora perfetta per un inizio serata.

El diablo – Litfiba

Giorno 3: Vespri

Fare una serata in un disco pub negli anni 90 in cui non venisse suonato questo pezzo era impossibile, per cui si ritrova di forza in lista 😉

Firestarter – Prodigy

Giorno 4: Compieta

Nella sua stesura finale, “7 giorni” balla una colonna sonora rock, ma la sua anima iniziale è techno, musica che segretamente pulsa nelle vene di tutto il libro.

Avenue – Paul Van Dyck

Giorno 2: Lodi

Colonna sonora di innumerevoli ritorni a casa albeggianti. La prima riga di “7 giorni” è stata scritta di ritorno da una nottata a Milano, verso le quattro circa di un Sabato mattina, ascoltando questo pezzo.

Song 2 – Blur

Giorno 6: Vespri

Altra canzone che non ha bisogno di presentazione, scelta non senza difficoltà come rappresentante del suo genere tra decine di icone papabili del grunge post Nirvana.

Creamer – Limp Bizkit

Giorno 7: Terza

Per merito/colpa di questa canzone esiste questo libro, infatti una parte del suo testo appare come citazione iniziale dell’opera.

Oltre a queste, ci sono altri musicisti e canzoni che hanno influenzato il libro ma non compaiono nella lista perché non c’è associazione con un momento preciso della trama. Ascoltarle durante la lettura non può che favorire meglio l’immedesimazione nel mood del libro, però. Tra queste “minori” vale la pena di citare: “Simpathy for the devil” nella cover dei Tiamat, “We have explosive” dei Future Sound Of London, “Self Esteem” degli Offspring, “Fuori dal tempo” dei Blu Vertigo, “Strade” dei Subsonica.

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