Le ore migliori per vivere sono tra le 23:00 e le 05:00, proprio come canta la canzone cult “Tenax” di Diana Est, quella famosa per avere il ritornello (“forse è già mattino ma non lo so”) inciso su un muro del Cocoricò di Riccione.

Quando ero più giovane pensavo che fosse un fatto legato al discorso delle serate e del fare tardi in discoteca, e che si apprezzassero di più le ore notturne semplicemente perché di giorno eri troppo stanco a causa delle esagerazioni compiute durante la notte appena trascorsa: una specie di loop tra causa ed effetto.

Invece no. Saranno anni, forse un decennio tutto che non faccio una serata, e sono ancora qui ad accorgermi che le ore in cui sono maggiormente in pace con me stesso sono quelle che secondo il nostro metabolismo dovrei sprecare a dormire. Ma diciamocelo apertamente: dormire è per i perdenti. Chi si può permettere di dormire ormai? Il lavoro e le necessità biologiche si mangiano troppe tacche della nostra già corta lifebar! Serve più tempo per emozionarsi, per fare le cose che davvero vale la pena di fare: serve più tempo per amare, serve più tempo per amarsi.

Fosse per me smetterei di dormire. Devo ancora trovare la pillola giusta. Dormire è una perdita di tempo, una crudeltà inflittaci da qualche ignota entità metafisica che invidia la felicità che Dio ha nascosto per noi umani nella notte. Non voglio più dormire! Voglio stare sveglio fino a che i miei occhi sanguinino dal bisogno di socchiudere le palpebre anche solo per pochi secondi, che non gli concederò mai. Non è colpa mia: è la natura dell’universo che ti porta ad apprezzare maggiormente la notte. Nella mistica Ebraica al centro della notte si nasconde l’essenza di Dio. Anche per i Musulmani la preghiera notturna riveste un’importanza che noi occidentali, formiche che si devono alzare presto per fare i pendolari sulle FS, abbiamo cancellato dalla nostra sensibilità. Meglio un povero che prega di notte che un ingegnere nucleare che alle 21:00 va a letto con la camomilla. Certo, il top rimane sempre

un principe che prega di notte

perché, non mentiamo a noi stessi, noi vogliamo il pacchetto completo, proprio come il buon vecchio David, che riusciva a scendere in battaglia senza spezzare il digiuno. La mia vita ideale sarebbe un incrocio tra “The wolf of Wall Street” e il Vangelo, ma come si fa a mettere d’accordo Dio e Mammona? Si vede che è per questo che sono così ossessionato dal libro di Samuele, con la sua utopia di conciliare trascendenza e impegno nel mondo che a David veniva così facile e che invece, personalmente, fatico ancora a calibrare…

Sono le 3:10 e non sto dormendo. Oggi ho avuto forse, fammi fare il conto, otto minuti di felicità in tutto: 5 minuti quando ho scherzato con i miei figli (ringraziando Dio) questa mattina prima di andare al lavoro, 2 minuti per la brioche mangiata in pasticceria, e 1 minuto per una ragazza che oggi su Facebook mi ha scritto di aver appena acquistato il mio libro. Otto minuti di felicità su una giornata intera. Sono troppo pochi. Come cazzo può venirti in mente di andare a dormire?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...